Il match parte subito forte con i padroni di casa decisi a prendere l'iniziativa aggredendo gli avversari sin dal calcio d'inizio e attaccando con decisione la linea del vantaggio inglese. Al 2' minuto sono proprio gli scozzesi ad aprire le marcature: Chris Paterson sorprende la linea difensiva con un calcio a seguire per l'ala Danielli che si invola sulla fascia, Chris Jones tenta un recupero disperato dell'ovale ma commette un fallo a terra.
L'arbitro irlandese McHugh non esita ad assegnare un penalty che l'apertura scozzese non fallisce malgrado la posizione angolata.
Gli inglesi non sembrano accusare il colpo e fronteggiano con ordine la manovra veemente degli scozzesi che trovano nei calci tattici una soluzione efficace per mettere sotto pressione gli avversari.
Una scelta che premia, anche se per poco, i padroni di casa, Balshaw non sempre è a suo agio sugli up&under e fatica a impostare un contrattacco efficace vista la reattività di Laney, Philip e White rapidi a chiudere i varchi. Ma il maggiore tasso tecnico dei Campioni del mondo emerge in maniera progressiva, Gomarsall e Grayson offrono ai propri avanti palloni d'oro per incursioni che lavorano ai fianchi la Scozia e aprono spazi importanti all'esterno del fronte di attacco.
Come al 10', quando su un attacco in quarta fase il pallone viaggia sino a Robinson che calcia a scavalcare obbligando Hinshelwood al ripiegamento e all'errore sfruttato alla perfezione da Cohen. Grayson trasforma (3-7).
Gli scozzesi iniziano trovare difficoltà malgrado un possesso di palla superiore, Danielli al 17' illude i tifosi in blu su invito di Paterson ma Balshaw lo anticipa in touche, sono poi i penalties delle due aperture a muovere pigramente il punteggio.
Alla mezz'ora, episodio contestato sugli sviluppi di una prolungata azione offensiva inglese: Jones contra un calcio a liberare di Danielli, Grewcock recupera l'ovale e commette un in-avanti non segnalato dal giudice di linea, Balshaw si avventa sul pallone e segna la meta tra le proteste composte del pubblico (6-20).
Il finale di tempo è tutto di marca inglese, Cusiter annulla un calcio a scavalcare nell'area di meta di Gomarsall, poi è Hinshelwood a sventare su Robinson in chiusa.
Nella ripresa la Scozia si fa più intraprendente ma fatica a trovare varchi nella difesa avversaria.
Al 46' è invece Greenwood a trovare l'intervallo tra i centri: il calcio a seguire è recuperato da Webster che trasmette l'ovale a Paterson non avvedendosi della pressione inglese.
Il calcio del numero 10 viene contrato e sul rimpallo Lewsey schiaccia in meta senza difficoltà . La Scozia tenta una reazione di orgoglio, Blair prende il posto di Cusiter in mediana e la mossa sembra sortire qualche effetto.
Al 54' Hogg, subentrato a uno spento Mather, recupera un pallone e lo serve a Blair che mette Cohen sotto pressione con un calcio a seguire, Balshaw sventa in extremis.
Due minuti dopo la meta scozzese: Hogg attacca sulla fascia e smista all'esterno per la linea arretrata, la palla giunge a Danielli che calcia a seguire, recupera e segna in bandiera.
Paterson trasforma per il 13-25. Gli inglesi ristabiliscono subito le distanze con un'azione devastante in profondità degli avanti che costringono Taylor al fallo davanti ai pali.
Grayson trasforma senza difficoltà il penalty. Sull'azione successiva ancora il pack inglese in evidenza. Woodman trova un punto di fissazione sull'asse di avanzamento nel settore centrale, Grewcock è lesto a raccogliere e schiaccia al centro dei pali malgrado il tentativo in extremis di Hines.
Gli ospiti hanno ormai il totale controllo delle operazioni e falliscono altre due occasioni clamorose con Cohen e Jones alla mezz'ora.
Poi i primi segnali di stanchezza iniziano ad emergere e fanno scivolare il match verso il fischio finale con poche azioni degne di nota sino all'80' quando McHughes sancisce la fine delle ostilità .







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