La Francia lo aveva annunciato, voleva giocare un rugby veloce, spettacolare, voleva dare continuità a quei meccanismi offensivi che contro l'Irlanda, una settimana fa, si erano visti solo a tratti.
Ed invece spesso ha peccato di presunzione, ha sbagliato molto in attacco, punita da tanti, troppi, errori di gestione del pallone e da un'Italia che ha solo badato a limitare i danni.
Dopo gli inni nazionali, il motivo della partita si disegna subito: bleus a gestire le operazioni, azzurri a difendere e finché il fiato regge è difficile per i padroni di casa conquistare la linea del vantaggio.
La nuova mediana Elissalde-Peyrelongue fatica a trovare subito il giusto affiatamento, anche se usa molto più degli avversari varianti tattiche: calci di spostamento ed aperture alla mano si alternano, ma il risultato in fatto di conquista di territorio nel primo quarto d'ora non è quello sperato.
Al 12' il risultato si sblocca: i francesi avanzano, punto di incontro, Parisse va a placcare l'uomo senza palla ed è inevitabile la punizione. Elissalde centra i pali (3-0).
Bisogna attendere altri 10' per vedere la prima meta di giornata: adesso la Francia ha in mano la gestione delle operazioni, invade l'area dei 22 metri italiana, sposta il pallone da una parte all'altra in attesa di trovare il varco giusto.
Azione infinita, con Harinordouquy che si sistema all'ala, lontano dal pallone, aspettando il passaggio giusto.
Che arriva dopo sei fasi di gioco. Il gigante basco accelera, rompe il placcaggio di Mirco Bergamasco e si allunga per schiacciare in meta sulla bandierina sul disperato, ultimo, tentativo di Matteo Barbini. Elissalde trasforma (10-0) dall'angolo. Il primo tempo non offrirà più emozioni.
È un'altra Francia quella che torna dagli spogliatoi dopo aver incassato una sonora dose di fischi dal suo pubblico. Dopo 1' Ongaro va in fuorigioco su un pallone a terra. Punizione affidata al piede di Traille che colpisce dalla distanza (13-0).
Adesso l'Italia è in affanno, non ha idee in attacco ed il cambio di ruoli tra De Marigny, spostato all'apertura, e Wakarua, spostato ad estremo, non cambia il corso della partita.
Al 13' succede l'incredibile: Dominici vola in meta, davanti a sé ha la strada libera, ma pecca di presunzione e si dimentica di schiacciare a terra. La palla gli scivola in avanti, il pubblico si indispettisce.
Solo Francia in campo, la touche italiana è un disastro ed è difficile trovare rifornimenti adeguati per i propri tre-quarti.
Al termine di una lunga azione francese (21') è ancora Harinordoquy a farsi trovare all'appuntamento con la meta. L'assist definitivo è di Pelouse, Elissalde si conferma buon calciatore da posizione impossibile (20-0).
C'è il tempo per vedere annullata una meta di Crenca (ostruzionismo vicino al pack) prima della volata di Elhorga, che corre per 60 metri lungo la touche irridendo una difesa italiana oramai in debito di ossigeno. È la meta che fissa il punteggio sul 25-0.
Vince la Francia e prosegue nel suo cammino verso quel Grand Slam che a Parigi tutti aspettano con ansia. Ma per battere l'Inghilterra nell'ultima partita del RBS 6 Nazioni non potrà giocare come ha fatto con l'Italia.
Gli azzurri sono ancora una volta rimandati, per loro la partita chiave per dare un senso al Torneo sarà la prossima. Contro la Scozia allo Stadio Flaminio giocheranno per salvare la stagione.







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